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SPI e SPG: cosa sono e a cosa servono nel tuo impianto fotovoltaico

SPI e SPG: cosa sono e a cosa servono nel tuo impianto fotovoltaico

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SPI e SPG: cosa sono e a cosa servono nel tuo impianto fotovoltaico

Chi possiede un impianto fotovoltaico sopra una certa taglia, o un’attività allacciata in media tensione, prima o poi incontra due sigle: SPI e SPG. Compaiono nei regolamenti di connessione, nelle comunicazioni del distributore, nei preventivi dei manutentori, spesso senza che nessuno spieghi davvero di cosa si tratti. Eppure sono i dispositivi che decidono, in una frazione di secondo, se il tuo impianto resta collegato alla rete o se ne viene separato. Vale la pena capire come funzionano, perché la legge ne impone la verifica e chi deve occuparsene.

 

Due protezioni, due direzioni opposte

Il modo più semplice per distinguerle è guardare la direzione in cui proteggono. Il SPI, Sistema di Protezione di Interfaccia, protegge la rete dal tuo impianto di produzione: sorveglia i parametri della rete e, quando qualcosa non va, scollega la generazione. Il SPG, Sistema di Protezione Generale, protegge la rete dai guasti del tuo impianto utente: se all’interno della tua attività si verifica un cortocircuito o un guasto a terra, interviene isolandolo prima che si propaghi al resto della rete e agli altri utenti.

Il primo riguarda chi produce energia (tipicamente con il fotovoltaico), in bassa o media tensione. Il secondo riguarda tutti gli utenti connessi in media tensione, che producano o meno.

 

Il SPI: il confine tra il tuo impianto e la rete

Il Sistema di Protezione di Interfaccia è composto da un relè di protezione che misura costantemente tensione e frequenza della rete e da un dispositivo di interfaccia, cioè un interruttore, che il relè comanda. Quando i parametri escono dalle soglie ammesse, il relè fa aprire il dispositivo e l’impianto di produzione viene separato dalla rete.

La sua funzione più importante è evitare il cosiddetto funzionamento in isola: la situazione in cui, a fronte di un’interruzione della rete, un impianto fotovoltaico continua ad alimentare la linea. Sarebbe un pericolo concreto per gli operatori del distributore che intervengono sulla rete credendola fuori tensione, oltre che un problema di qualità e stabilità del servizio. Le regole tecniche sono fissate dalla norma CEI 0-21 per gli impianti connessi in bassa tensione e dalla CEI 0-16 per quelli in media tensione. A seconda della taglia dell’impianto, la protezione di interfaccia può essere integrata nell’inverter oppure realizzata con un relè esterno dedicato: una distinzione che approfondiremo in un articolo dedicato, perché da essa dipendono anche le modalità di verifica.

 

Il SPG: la protezione generale dell’utente in media tensione

Il Sistema di Protezione Generale presidia invece il punto di consegna degli utenti in media tensione: aziende, centri commerciali, strutture con cabina di trasformazione propria. È costituito da un relè, il cosiddetto PG, che comanda il dispositivo generale, l’interruttore posto a monte dell’intero impianto utente.

Il suo compito è rilevare le sovracorrenti e i guasti a terra che nascono dentro l’impianto dell’utente e isolarli rapidamente. Senza un SPG efficiente e correttamente tarato, un guasto interno può propagarsi verso la rete e provocare disservizi che coinvolgono anche gli altri utenti della zona. I requisiti e le modalità di verifica del SPG sono definiti dalla norma CEI 0-16, con il quadro regolatorio completato dalle delibere dell’ARERA, tra cui la 119/2020/R/eel.

 

Perché la legge ne impone la verifica

Un relè di protezione è un dispositivo elettronico: può andare fuori taratura, degradarsi, guastarsi in modo silenzioso. E poiché nella vita normale dell’impianto non interviene quasi mai, nessuno si accorge del problema finché non serve davvero: il momento peggiore per scoprirlo. Per questo il regolatore ha imposto verifiche periodiche con strumentazione dedicata (la cassetta prova relè), che simulano le condizioni di guasto e misurano se la protezione interviene entro le soglie e i tempi previsti.

Per il SPI, la Delibera ARERA 786/2016/R/eel prevede la verifica periodica quinquennale per gli impianti di produzione di potenza superiore a 11,08 kW dotati di protezione di interfaccia con relè esterno dedicato, con comunicazione dell’esito al gestore di rete. Per il SPG, le verifiche periodiche seguono le modalità della CEI 0-16. Le conseguenze della mancata verifica (dai solleciti del distributore fino alla sospensione degli incentivi per gli impianti che ne godono) meritano un discorso a parte, che faremo in un articolo dedicato; qui basti sapere che l’inadempienza non passa inosservata: è il gestore di rete stesso a monitorare le scadenze.

 

Il ruolo di Organismo CVE

C.V.E. – Centro Verifiche Europee, in collaborazione con tecnici specializzati e certificati, effettua le verifiche periodiche dei sistemi di protezione SPI e SPG secondo la Delibera 786/2016/R/eel dell’ARERA e le norme CEI 0-16 e CEI 0-21: prova dei relè con strumentazione certificata, analisi dello stato di funzionamento, rilascio della documentazione di esito conforme alle richieste del regolatore.

Anche qui vale la separazione dei ruoli propria di un Organismo di Ispezione di tipo A: CVE verifica che le protezioni intervengano correttamente e ne documenta l’esito. Se la prova evidenzia tarature fuori soglia o componenti da sostituire, gli interventi correttivi spettano all’installatore o al manutentore dell’impianto. Chi verifica non è chi ripara: è questa indipendenza a dare valore al rapporto di prova.

 

Domande frequenti (FAQ)

Che differenza c’è tra SPI e SPG?

Il SPI protegge la rete dall’impianto di produzione: scollega la generazione quando i parametri di rete sono anomali. Il SPG protegge la rete dai guasti interni dell’utente in media tensione: isola cortocircuiti e guasti a terra prima che si propaghino.

Ho un impianto fotovoltaico domestico da 6 kW: mi riguarda?

Gli obblighi di verifica periodica con cassetta prova relè previsti dalla Delibera 786/2016 riguardano gli impianti di potenza superiore a 11,08 kW con protezione di interfaccia esterna. Sotto quella soglia la protezione è tipicamente integrata nell’inverter, con adempimenti diversi e più leggeri.

Il SPG riguarda solo chi produce energia?

No. Il SPG riguarda tutti gli utenti connessi in media tensione, anche quelli che consumano soltanto: è la protezione generale del punto di consegna, indipendente dalla presenza di generazione.

Quali norme tecniche regolano questi sistemi?

La CEI 0-21 per le connessioni in bassa tensione e la CEI 0-16 per quelle in media tensione, richiamate e rese operative dalle delibere dell’ARERA, tra cui la 786/2016/R/eel per le verifiche dei SPI e la 119/2020/R/eel per il quadro dei SPG.

Chi può eseguire la verifica del SPI o del SPG?

Tecnici qualificati dotati di cassetta prova relè certificata, che simulano le condizioni di guasto e misurano soglie e tempi di intervento. CVE esegue queste verifiche in collaborazione con tecnici specializzati e certificati, rilasciando la documentazione da trasmettere secondo le modalità previste.

 

Conoscerli oggi per non scoprirli nel momento sbagliato

SPI e SPG lavorano in silenzio, e proprio per questo è facile dimenticarsene. Ma sono l’equivalente elettrico di un airbag: contano solo nell’istante del guasto, e in quell’istante devono funzionare perfettamente. La verifica periodica è il solo modo per saperlo prima.

Contatta Organismo CVE per la verifica dei sistemi di protezione del tuo impianto e richiedi un preventivo gratuito e senza impegno.

 

Richiedi il tuo preventivo online per la verifica dei sistemi di protezione SPG e SPI, affidati a tecnici qualificati per controllare la corretta funzionalità degli impianti e garantire la conformità alle normative CEI 0-21 e CEI 0-16.

Leggi anche: Hotspot, PID e diodi guasti: i difetti del fotovoltaico che la termografia vede

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