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Legge 215/21: conformità su sicurezza sul lavoro | CVE

Legge 215/21: le novità in materia di sicurezza sul lavoro

Tabella dei Contenuti

La legge 215/21, convertito con modifiche dal DL 146/21, ha introdotto trasformazioni profonde nel Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (d.lgs 81/08). Per chi guida un’impresa queste variazioni non rappresentano solo un adeguamento normativo, ma un cambio di paradigma nella gestione della vigilanza interna e nei rapporti con gli organi di controllo. L’obiettivo del legislatore è chiaro: inasprire le sanzioni e rendere più capillare il controllo preventivo per abbattere il fenomeno degli infortuni.

 

La nuova sospensione dell’attività imprenditoriale

Uno dei punti più critici della Legge 215/21 riguarda l’articolo 14 del d.lgs 81/08. Le condizioni per cui l’ispettorato nazionale del lavoro (INL) può disporre la sospensione della tua attività sono diventate più stringenti.

In precedenza, la sospensione scattava se veniva riscontrata una percentuale di lavoratori “in nero” pari al 20% del totale. Con le nuove disposizioni, questa soglia è scesa al 10%. Inoltre, non è più necessaria la “reiterazione” delle violazioni in materia di sicurezza: basta una sola grave infrazione tra quelle elencate nell’allegato I del Testo Unico per far scattare il provvedimento. Tra queste figurano la mancata redazione del DVR (Documento di Valutazione Rischi), la mancata nomina del RSPP l’assenza di formazione adeguata.

 

Il preposto: un ruolo di vigilanza attiva

Il ruolo del preposto ha subito una metamorfosi decisiva. Se prima la sua figura era spesso interpretata in modo passivo, oggi la Legge 215/21 gli attribuisce poteri e doveri molto specifici:

  • Obbligo di individuazione: come datore di lavoro, hai ora l’obbligo esplicito di individuare il preposto (o i preposti) per l’effettuazione delle attività di vigilanza.
  • Potere di interruzione: il preposto ha il dovere di intervenire se rileva comportamenti non conformi. Se l’inosservanza persiste, deve interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori.
  • Interruzione del lavoro per anomalie tecniche: in caso di deficienze di mezzi, attrezzature o dispositivi di protezione, il preposto deve bloccare temporaneamente il lavoro e segnalare immediatamente la situazione al datore di lavoro o al dirigente.

È importante ricordare che il preposto non può subire alcun pregiudizio (come sanzioni disciplinari o demansionamenti) per aver esercitato questi poteri di blocco, in quanto agisce a tutela della vita umana.

 

Formazione e addestramento: non più semplici formalità

Il legislatore ha voluto dare una definizione più concreta all’addestramento. Non basta più che il lavoratore firmi un registro; l’addestramento deve consistere in una prova pratica per l’uso corretto e sicuro delle attrezzature, dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e delle procedure di lavoro.

Tutte le attività di addestramento devono essere tracciate in un apposito registro, anche in formato elettronico. La mancanza di questa prova documentale è ora sanzionabile e costituisce una grave carenza nel sistema di gestione della sicurezza. Inoltre, per quanto riguarda la formazione dei datori di lavoro, è stata introdotta la previsione di un aggiornamento periodico obbligatorio, equiparando la tua figura a quella dei dirigenti e dei preposti sotto il profilo dell’obbligo formativo.

 

Il rafforzamento del sistema di vigilanza

La Legge 215/21 ha potenziato le risorse a disposizione dell’ispettorato nazionale del lavoro. Questo si traduce in un aumento della frequenza delle ispezioni e in una maggiore coordinazione tra INL e ASL locali. Per l’azienda e, in particolare, il datore di lavoro questo significa che la conformità documentale e operativa deve essere costante e non limitata ai momenti di rinnovo delle certificazioni.

Ricorda che investire nella corretta applicazione delle novità introdotte dalla Legge 215/21 non serve solo a evitare pesanti sanzioni pecuniarie o la chiusura temporanea dell’azienda, ma garantisce la continuità operativa e la protezione del capitale più prezioso dell’impresa: le persone.

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