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Fotocellule, coste sensibili e bordi mobili: i dispositivi che fermano un cancello

Fotocellule, coste sensibili e bordi mobili: i dispositivi che fermano un cancello

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Fotocellule, coste sensibili e bordi mobili: i dispositivi che fermano un cancello

Quando si parla di cancelli automatici, l’attenzione va sempre al motore: potenza, velocità, affidabilità. Ma dal punto di vista della sicurezza il motore è la parte meno interessante. Un cancello sicuro non è quello che si muove bene: è quello che si ferma quando deve. E a fermarlo sono i dispositivi di protezione (fotocellule, coste sensibili, bordi mobili): componenti da poche decine di euro da cui dipende l’incolumità di chiunque attraversi quel varco. Vediamo come funzionano, quali norme li disciplinano e perché la loro semplice presenza non basta.

 

I rischi da cui proteggono

Un’anta motorizzata, scorrevole o battente, sviluppa forze notevoli e si muove lungo traiettorie che generano punti pericolosi ben precisi: lo schiacciamento contro il bordo di chiusura o tra l’anta e le parti fisse, il convogliamento verso le zone in cui l’anta scorre accanto a recinzioni e colonne, il cesoiamento nei varchi tra parti mobili e fisse, l’urto puro e semplice contro chi sta attraversando. La progettazione della sicurezza di un cancello è essenzialmente una mappatura di questi punti e l’assegnazione, a ciascuno, di una protezione adeguata.

 

Le fotocellule: la protezione che agisce prima del contatto

La fotocellula è una barriera ottica: un trasmettitore invia un fascio a infrarossi a un ricevitore posto sul lato opposto del varco; quando qualcosa interrompe il fascio, la centralina riceve il segnale e comanda l’arresto o l’inversione del movimento. Il suo pregio è intervenire prima del contatto: la persona o il veicolo vengono rilevati senza che l’anta li tocchi.

Il suo limite è altrettanto chiaro: la fotocellula protegge solo l’asse su cui corre il fascio. Tutto ciò che sta sopra, sotto o oltre quella linea non viene visto, ed è il motivo per cui, nella logica della norma, la fotocellula da sola non basta quasi mai: serve come rilevazione di presenza, in aggiunta ai dispositivi che limitano le forze. A questo si sommano le fragilità operative: lenti sporche, disallineamenti dovuti a urti o assestamenti, riflessioni anomale. Una fotocellula che “vede” male è una protezione che non c’è.

 

Coste sensibili e bordi mobili: la protezione al contatto

La costa sensibile è un profilo deformabile, tipicamente in gomma, montato sui bordi pericolosi dell’anta o sulle parti fisse verso cui l’anta si muove. Al suo interno un elemento sensibile rileva la compressione: al contatto con un ostacolo, il dispositivo comanda immediatamente l’arresto e l’inversione del movimento. È la protezione di ultima istanza: interviene quando il contatto è già avvenuto, e il suo compito è fare in modo che quel contatto resti un urto lieve e non diventi uno schiacciamento.

Ne esistono varianti con tecnologie diverse (resistive, ottiche) e versioni cablate o via radio per i bordi montati sulle ante in movimento. Ciò che conta è che la costa lavora meccanicamente: la gomma invecchia, si irrigidisce col freddo, si fessura col sole. Un bordo che dieci anni fa si comprimeva dolcemente oggi può trasmettere al corpo forze ben superiori a quelle di progetto, pur “funzionando” elettricamente.

 

Quanta protezione serve? Dipende da chi usa il varco

È il punto più importante e meno conosciuto. La UNI EN 12453, la norma di sicurezza in uso delle porte e dei cancelli motorizzati, non prescrive una dotazione unica per tutti: gradua il livello minimo di protezione in funzione di due variabili incrociate. La prima è chi utilizza il varco: solo personale addestrato, utenti informati, oppure il pubblico indistinto, bambini compresi. La seconda è come viene comandato il movimento: a uomo presente con il varco in vista, a impulso, oppure in modo completamente automatico.

La logica è intuitiva: più il comando è automatico e più gli utilizzatori sono estranei e vulnerabili, più la protezione deve essere completa, fino alla combinazione di limitazione delle forze, coste sensibili e rilevazione di presenza sui punti pericolosi. Un cancello aziendale usato solo da personale formato e un accesso condominiale aperto al pubblico non hanno gli stessi obblighi di protezione, anche a parità di automazione. Quanto ai dispositivi in sé, la norma di prodotto è la EN 12978, che fissa i requisiti costruttivi e di affidabilità dei dispositivi di protezione sensibili, sia quelli a pressione (come coste e bordi) sia quelli ottici, immessi sul mercato come componenti di sicurezza.

 

Il difetto più comune: il dispositivo che c’è ma non funziona

Nell’esperienza delle verifiche, il problema raramente è l’assenza dei dispositivi: è il loro stato. Fotocellule disallineate dopo un urto del furgone, coste con la gomma indurita che non commutano più, dispositivi esclusi “provvisoriamente” in centralina per far fronte a un malfunzionamento, e mai riattivati. Il cancello continua ad aprire e chiudere ogni giorno, e nessuno si accorge che la sua rete di sicurezza è sparita.

Per questo i dispositivi vanno provati, non solo guardati: prova funzionale di ogni fotocellula e di ogni costa, verifica che al loro intervento il movimento si arresti e inverta davvero, e misura strumentale delle forze d’impatto ai punti pericolosi, per accertare che i limiti della norma siano rispettati nelle condizioni reali dell’impianto. Alle prove delle forze dedicheremo un articolo specifico.

 

Il ruolo di Organismo CVE

C.V.E. – Centro Verifiche Europee, Organismo di Ispezione di tipo A abilitato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, esegue con proprio personale qualificato i controlli periodici dei cancelli e dei varchi motorizzati: esame documentale, prova funzionale dei dispositivi di protezione e misure strumentali, con rilascio del rapporto sullo stato di sicurezza dell’installazione.

CVE verifica e attesta in modo imparziale: non installa dispositivi, non li ripara e non li sostituisce. Se il rapporto evidenzia una fotocellula da riallineare o una costa da cambiare, l’intervento spetta all’installatore di fiducia del cliente, e la verifica successiva accerterà che la protezione sia tornata efficace.

 

Domande frequenti (FAQ)

Le fotocellule sono obbligatorie su tutti i cancelli automatici?

La UNI EN 12453 non impone una dotazione unica: definisce il livello minimo di protezione in base al tipo di utilizzatori e al tipo di comando. Nei varchi automatici aperti al pubblico la rilevazione di presenza è di fatto imprescindibile, in aggiunta alla limitazione delle forze.

Che differenza c’è tra fotocellula e costa sensibile?

La fotocellula rileva la presenza senza contatto, interrompendo un fascio ottico; la costa sensibile interviene al contatto, comandando arresto e inversione. Lavorano su piani complementari: una previene il contatto, l’altra ne limita le conseguenze.

Il mio cancello tocca l’ostacolo e poi torna indietro: è normale?

L’inversione al contatto è il comportamento previsto quando interviene una costa sensibile. Ciò che va accertato è che le forze trasmesse nell’urto restino entro i limiti della norma: per questo servono le prove strumentali, non basta l’osservazione.

Ogni quanto vanno controllati questi dispositivi?

Secondo le indicazioni del fabbricante e, per il quadro generale dei controlli, l’articolo 71 del D.Lgs. 81/08: controlli periodici documentati, più un controllo straordinario dopo ogni riparazione, modifica o incidente. Ne abbiamo parlato in dettaglio nell’articolo dedicato alla frequenza dei controlli sui cancelli.

Posso escludere una costa guasta dalla centralina in attesa del ricambio?

No: escludere un dispositivo di protezione significa far funzionare il cancello privo di una sicurezza prevista dal suo progetto. In attesa della riparazione il varco va gestito di conseguenza, limitandone l’uso o disattivando l’automazione.

Organismo CVE sostituisce le fotocellule o le coste difettose?

No. Come Organismo di Ispezione di tipo A, CVE prova i dispositivi e ne documenta lo stato in modo imparziale; riparazioni e sostituzioni spettano all’installatore o al manutentore incaricato dal cliente.

 

La sicurezza è nei dettagli che si fermano

Un cancello motorizzato è sicuro finché i suoi dispositivi di protezione funzionano davvero, non finché risultano montati. La differenza tra le due condizioni si scopre solo provandoli, ed è esattamente ciò che una verifica periodica fa.

Contatta Organismo CVE per la verifica dei tuoi cancelli e varchi motorizzati e richiedi un preventivo gratuito e senza impegno.

 

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Leggi anche: Quali apparecchi di sollevamento sono soggetti a verifica periodica

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